È una delle domande che i clienti ci fanno più spesso: «Se Bitcoin è nato per essere anonimo e decentralizzato, com’è possibile che ora il fisco spagnolo mi obblighi a dichiararlo? E, peggio ancora, perché ci chiedete lo storico da quando ho iniziato a operare cinque anni fa?»
La risposta breve: il fisco vuole mettere fine all’anonimato crypto. E per calcolare bene le tue imposte, gli anni passati pesano quanto quello in corso.
In questo articolo ti spieghiamo i tre meccanismi che hanno smontato l’anonimato (Modelo 172, Modelo 173 e la direttiva DAC8) e perché il metodo FIFO ti obbliga a consegnare tutta la tua tracciabilità per ottenere un report corretto.
Il mito dell’anonimato crypto
Quando Bitcoin si è diffuso, gli investitori hanno fatto propria un’idea rimasta impressa: «se è sulla blockchain, nessuno può sapere chi sono». In un certo senso era vero: un indirizzo di wallet è solo una stringa alfanumerica, senza nome né cognome.
Il problema però è un altro. Salvo la minoranza molto ristretta di chi opera solo peer-to-peer e in modo decentralizzato, tutti gli altri investitori lasciano una traccia perfettamente identificabile. E al fisco non serve rompere la blockchain per trovarti: gli basta sapere:
- Quale exchange hai usato (Binance, Coinbase, Bit2Me, Kraken…)
- Quali bonifici bancari hai fatto verso quegli exchange
- Quale wallet ha ricevuto fondi dal tuo account verificato (KYC)
Ed è qui che entrano in gioco Modelo 172, Modelo 173 e DAC8.
I tre meccanismi che hanno posto fine all’anonimato
1. Modelo 172: saldi sugli exchange spagnoli
Gli exchange con sede in Spagna (come Bit2Me) sono obbligati a presentare il Modelo 172 al fisco. In questo modello dichiarano, una volta all’anno:
- L’identità completa di ogni cliente spagnolo (nome, codice fiscale, indirizzo)
- Il saldo di ogni criptovaluta al 31 dicembre, valorizzato in euro
Vale a dire: se al 31 dicembre hai 0,5 BTC su Bit2Me, il fisco lo sa senza che tu dica nulla. Non è un’informazione che «si può» richiedere: è un’informazione che l’exchange deve trasmettere d’ufficio.
2. Modelo 173: operazioni svolte durante l’anno
Il Modelo 173 completa il 172 con tutto il dettaglio operativo:
- Acquisti e vendite di criptovalute
- Permute (scambi di una crypto con un’altra)
- Incassi e pagamenti in crypto
Per ogni operazione, gli exchange devono comunicare data, controparte e valore in euro. L’AEAT finisce per avere una radiografia completa della tua attività sugli exchange spagnoli, con o senza la tua collaborazione.
E se non ho dichiarato nulla negli anni passati? Il fisco ha già i dati del 172 e del 173. Se non hai presentato correttamente l’IRPF, potresti ricevere un avviso CR3. Leggi anche il nostro articolo su come il fisco individua le operazioni su Binance.
3. DAC8: la direttiva che chiude il cerchio europeo
I Modelo 172 e 173 riguardano solo gli exchange spagnoli. E se operi su Binance, Kraken, OKX o Coinbase?
Qui entra in gioco la direttiva DAC8 (Directive on Administrative Cooperation). Dal 1° gennaio 2026, tutti i prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) che operano nell’UE sono obbligati a informare automaticamente l’AEAT di:
- Identità fiscale completa di ogni cliente spagnolo
- Volume totale di acquisti e vendite in euro
- Saldi a fine anno
- Trasferimenti verso wallet esterni (Ledger, MetaMask, Trezor…)
Significa che anche se usi un exchange estero o sposti fondi su una cold wallet, la tua attività finirà nelle mani del fisco. Trovi l’analisi completa nel nostro articolo su DAC8 e la fine dell’anonimato crypto.

Perché serve tutto il tuo storico (non solo l’ultimo anno)
Ecco la parte che sorprende la maggior parte delle persone: non basta dichiarare le operazioni dell’ultimo anno. Per fare un report fiscale corretto dobbiamo ricostruire la tua attività dal primo giorno in cui hai operato.
Il motivo si chiama metodo FIFO.
Che cos’è il metodo FIFO e perché riguarda gli anni precedenti?
FIFO significa First In, First Out (primo entrato, primo uscito). È il criterio obbligatorio che l’AEAT impone per calcolare plusvalenze e minusvalenze con le criptovalute.
Quando vendi Bitcoin non stai vendendo «il tuo Bitcoin» come un blocco omogeneo. Il fisco presume che tu stia vendendo il primo Bitcoin che hai comprato, con il prezzo di acquisto originario.
Esempio pratico:
| Operazione | Data | Quantità | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Acquisto 1 | 2019 | 0,5 BTC | 8.000 € |
| Acquisto 2 | 2021 | 0,3 BTC | 35.000 € |
| Acquisto 3 | 2024 | 0,2 BTC | 60.000 € |
| Vendita | 2025 | 0,4 BTC | 80.000 € |
Per calcolare la plusvalenza di quella vendita del 2025, il FIFO obbliga a usare il prezzo dell’acquisto del 2019 (8.000 €) per i primi 0,4 BTC venduti, non quello dell’ultimo acquisto. La plusvalenza si calcola così:
- Prezzo di vendita: 80.000 € × 0,4 = 32.000 €
- Costo di acquisto FIFO: 8.000 € × 0,4 = 3.200 €
- Plusvalenza: 28.800 €
Senza i dati del 2019 non potresti applicare correttamente il FIFO e il report risulterebbe sbagliato. Il fisco assumerebbe per omissione un costo pari a zero, il che fa schizzare la base imponibile.
Trovi la guida completa nel nostro articolo sul metodo FIFO nelle criptovalute.
Permute e tracciabilità incrociata
La faccenda si complica ancora di più con le permute (scambiare BTC con ETH, per esempio). Ogni permuta è un presupposto d’imposta: devi dichiarare la plusvalenza o minusvalenza del BTC ceduto e registrare l’ETH acquistato al prezzo di mercato di quel momento.
Se fra tre anni vendi quell’ETH, il FIFO guarda indietro fino al giorno della permuta per conoscerne il costo. Senza lo storico completo quella catena si spezza.
Per questo chiediamo sempre i CSV dal primo giorno, anche per operazioni di molti anni fa. Non è burocrazia: è l’unico modo di calcolare correttamente le tue imposte.
Riepilogo: perché bisogna dichiarare (e perché serve tutto)
| Fattore | Che cosa comporta |
|---|---|
| Modelo 172 | Il fisco conosce già i tuoi saldi sugli exchange spagnoli |
| Modelo 173 | Il fisco conosce già le tue operazioni sugli exchange spagnoli |
| DAC8 (dal 2026) | Il fisco riceverà automaticamente i dati degli exchange europei e dei trasferimenti verso wallet esterni |
| Metodo FIFO | Il calcolo delle plusvalenze usa il costo dei tuoi primi acquisti: ecco perché serve lo storico |
| Permute | Ogni scambio crypto-crypto crea una catena di costi che si comprende solo con la tracciabilità completa |
L’anonimato ha smesso di essere un’opzione. E il calcolo corretto delle imposte richiede l’informazione completa, non solo quella dell’ultimo anno d’imposta.
Domande frequenti
Se non ho mai dichiarato, posso regolarizzare adesso senza sanzione?
Sì. Se presenti una dichiarazione integrativa volontaria prima di ricevere una richiesta formale del fisco, le maggiorazioni sono nettamente più basse. Se aspetti che ti arrivi un accertamento o un avviso, le sanzioni possono andare dal 50% al 150% dell’imposta dovuta.
E se ho perso i dati di anni fa?
La maggior parte degli exchange consente di scaricare lo storico completo (Binance, Kraken, Coinbase, Bit2Me, Bitvavo…). Abbiamo guide passo passo per ciascuno. Se ti manca qualche file, possiamo ricostruire alcuni tratti a partire da estratti conto bancari e dati on-chain.
Devo dichiarare se ho solo fatto HODL e non ho mai venduto?
Sì, ma si tratta di comunicare: se il tuo patrimonio crypto su piattaforme estere supera i 50.000 € al 31 dicembre, devi presentare il Modelo 721 anche se non hai venduto nulla. Nell’IRPF dichiari solo quando vendi o permuti, mentre il 721 è informativo.
Le cold wallet restano «invisibili»?
Non del tutto. Il fisco può tracciarle se hai inviato fondi da un exchange identificato. Lo spieghiamo nel dettaglio in come fa il fisco a sapere che ho una cold wallet.
Che succede se ho operato su exchange ormai chiusi (FTX, Celsius…)?
Rientrano anche loro nel calcolo. Ci servono i CSV oppure, se non li hai, le e-mail di conferma, gli screenshot o qualsiasi registro che permetta di ricostruire quelle operazioni. Senza, la catena FIFO si interrompe.
Ti serve aiuto per regolarizzare il tuo storico?
In colvence siamo specialisti nel ricostruire tracciabilità crypto dal primo giorno e nell’applicare correttamente il FIFO a operazioni complesse (DeFi, permute, staking, airdrop). Prepariamo il tuo report di profitti e perdite pronto per la dichiarazione.
Contattaci su WhatsApp e valutiamo il tuo caso.
Víctor Lázaro
Consulente fiscale, colvence.com